"La terra inquieta"

L'Anima Flegrea nelle mani di Sara Tonello 

Esiste un battito, nelle profondità dei Campi Flegrei, che non si ascolta con le orecchie, ma con i piedi, con la pelle, con la memoria. È il respiro di una terra che non sa stare ferma, una terra che si gonfia, si increspa e si sottrae come il petto di un gigante addormentato.

Sara Tonello raccoglie questo movimento invisibile e lo imprigiona nella terra cruda, trasformando il fenomeno geologico del bradisismo in un atto d'amore plastico.

 

- 50x50 cm

- Terre crude su tavola

 

La serie "Vesuvuorrol" (Vesuvio + Warhol) eleva il vulcano, simbolo di forza primordiale e identità storica, a icona Pop e oggetto di contemplazione sublime. È una sintesi potente tra la catastrofe naturale e l'iconografia culturale.

Il titolo "Vesuvuorrol" è un neologismo che fonde i due elementi iconici.

La chiave è la pronuncia: "Vuorrol" evoca intenzionalmente la fonetica popolare napoletana di "Warhol", radicando il concetto Pop in un contesto territoriale e linguistico specifico. Questa fusione eleva il Vesuvio, trasformandolo da paesaggio a icona Pop, degna di riproduzione seriale.

Il cuore dell'opera è la fusione tra:

L'Eredità Pop (Warhol): La silhouette immutabile del Vesuvio viene trattata in una serialità cromatica (giallo, verde, rosso ecc.) che omaggia l'estetica di Andy Warhol. Il vulcano non è più solo paesaggio, ma un prodotto visuale e un "brand" culturale.

L'opera esplora la bellezza terrificante della potenza della natura e il ciclo di distruzione/rinascita.

"Vesuvuorrol" è il momento in cui la natura irrompe nella cultura. L'artista inquadra e moltiplica l'icona, creando un'immagine allo stesso tempo Storica e Geologica (il Vesuvio) e Riproducibile e Glamour (l'eredità di Warhol).

 

Mantra vulcanico

                                                                                                                    150x100 cm.                                                                                                 

L'opera si presenta come un'esplosione silenziosa, dove la forza distruttrice del vulcano viene ribaltata e trasformata in un veicolo di purificazione etica. Il vulcano, tradizionalmente simbolo di caos e potenza naturale incontrollabile, diventa qui il punto di origine di un'invocazione universale.

Il Mantra come Magma: La ripetizione ossessiva delle frasi "Please no war, please no racism, please no hate" non è semplice decorazione, ma diventa la sostanza stessa dell'eruzione. Le parole fluiscono come cenere e fumo, saturando lo spazio visivo e mentale dell'osservatore.

L'ascesa verticale del termine "PLEASE" simboleggia un'urgenza che si stacca dalla terra per elevarsi a supplica. È il grido che rompe il silenzio del magma nero, una richiesta di umanità che sfida la gravità.

Inserendo il rifiuto della guerra e del razzismo all'interno di un "mantra", l'artista suggerisce che la pace non sia un evento statico, ma un esercizio meditativo e quotidiano. La ripetizione serve a imprimere il messaggio nel subconscio, proprio come il respiro della terra sotto un cratere.

"Use it as a mantra"

L'opera non si limita a essere guardata; chiede di essere recitata. Il vulcano di Sara Tonello non erutta distruzione, ma una consapevolezza necessaria. È un invito a utilizzare l'arte come strumento di resistenza spirituale contro la violenza e la discriminazione.